PAROLE CHE CURANO: CONVEGNO INVITA

Per raccontare lo stato dell'arte del percorso

Si è svolto ieri, giovedì 28 maggio, alle Officine Credem – Parco Innovazione di Reggio Emilia, il convegno “Parole che curano. Linguaggi diversi per una comunità che cresce”, promosso dal progetto InVita. L’iniziativa, in programma dalle 9.30 alle 16.30, ha riunito operatori sanitari e sociali, decisori, volontari e rappresentanti del territorio per una giornata di confronto dedicata al ruolo delle parole nelle relazioni di cura e alla costruzione di comunità capaci di accompagnare le persone nelle situazioni di fragilità, malattia, perdita e lutto.

L’incontro è stato pensato come momento di restituzione e approfondimento sul percorso del progetto InVita: dagli obiettivi raggiunti alle azioni in corso e future, con particolare attenzione ai processi di attivazione delle comunità e alla costruzione di una Compassionate Community. Nel corso della mattinata sono stati presentati lo stato dell’arte del progetto, il Manifesto dei Diritti alla Vita fino alla fine, i risultati di una survey rivolta ai cittadini e alcune esperienze italiane dedicate allo sviluppo delle Comunità Compassionevoli.

La giornata si è aperta con gli accrediti e i saluti di benvenuto di Gabriele Manini, responsabile rapporti con gli azionisti Credem, seguiti dalla consegna di parole da parte del board del progetto InVita. Il programma è poi entrato nel vivo con l’intervento di Martina Fiaccadori su “Il progetto InVita: dove siamo arrivati”, seguito dalla presentazione del Manifesto dei Diritti alla Vita fino alla fine con Renata Azzali e Nadia Medici di AIMA Reggio Emilia. È stato inoltre illustrato il percorso di adesione al Manifesto da parte del Comune di Reggio Emilia, con l’intervento di Matteo Iori, presidente del Consiglio comunale.

A seguire, Silvia Tanzi, responsabile dell’Unità di Cure Palliative CORE AUSL IRCCS Reggio Emilia e responsabile scientifica del progetto InVita, ha presentato i risultati della survey su comunità, vicinato, cura, cure palliative e morte. Irene Barbieri, psicologa di comunità e ricercatrice dell’Unità di Psico-oncologia AUSL IRCCS Reggio Emilia, ha invece approfondito il tema del coinvolgimento del territorio nello sviluppo di una Compassionate Community.

La seconda parte della mattinata ha ospitato il collegamento con Roberta Vecchi, consigliera della Federazione Cure Palliative e referente del gruppo di interesse tematico sulle Compassionate Communities, e l’intervento di Marina Sozzi, tanatologa e responsabile dell’Ufficio culturale della Fondazione Faro di Torino, dedicato all’esperienza di Torino Compassionevole. Dalle 12 alle 13 si è svolta la tavola rotonda “Le Comunità Compassionevoli come risorsa per cittadini e istituzioni: quali ruoli e alleanze per attivarle?”, con Roberta Ibattici, sindaca di Albinea, Benedetta Riboldi, direttrice del Distretto sanitario di Reggio Emilia, Alessandro Baracchi, responsabile Area Welfare Credem, e Lucia Piacentini, presidente di CSV Emilia.

Nel pomeriggio, dalle 14.15 alle 16.30, il confronto “Parole che curano” ha posto al centro il ruolo delle parole nelle relazioni di cura e nel cambiamento di prospettiva sulle fragilità, la morte e il lutto. Il dialogo è stato coordinato dal Gruppo Cultura del progetto InVita.

ALTRE NEWS

Torna in alto