Sono state approvate dal Consiglio Direttivo di FeDiSA – Federazione Diocesana di Servizi Agli Anziani – le “Linee guida per la promozione del benessere di anziani e disabili nei servizi socio assistenziali FeDiSA attraverso la prevenzione di abusi e maltrattamenti”.
Queste linee guida sono l’esito di un lungo percorso voluto dal Consiglio e condiviso con tutte le associate, intrapreso nel 2018 prima di tutto con un corso di formazione rivolto a Direttori e Coordinatori dei servizi FeDiSA, intitolato “Stili e comportamenti nel lavoro socio assistenziale: osservazione, analisi e strumenti per una buona gestione”.
Esito del percorso, condotto da un’equipe di psicologhe della cooperativa Progetto Crescere, è stata la predisposizione di una serie di strumenti mirati al monitoraggio del benessere di ospiti e operatori e alla prevenzione di episodi di maltrattamento e abuso di persone fragili. Strumenti che sono poi stati esaminati e perfezionati da un team di professionisti composto da diverse competenze: psicologo, avvocato e consulente giuslavoristico, i quali hanno contribuito alla correttezza formale, tecnica e normativa della documentazione.
Infine il Consiglio Direttivo di FeDiSA, dopo aver aggiunto una serie di considerazioni rispetto all’etica professionale e allo stile che si ritiene debba essere promosso nelle strutture associate, ha approvato le linee guida che verranno diffuse e adottate nelle strutture associate, le quali dovranno a loro volta dimostrare di aver soddisfatto una serie di requisiti fondamentali per la corretta applicazione.
“Abbiamo pensato che queste linee guida non dovessero restare un semplice “documento” ma anzi potessero rappresentare delle azioni vere e proprie capaci di influenzare l’adozione di un modo di pensare e di comportarsi. Per questo è stato ritenuto indispensabile far partecipare gli operatori di tutti i livelli a percorsi formativi sul tema dell’abuso prima di ogni altra cosa” spiega il Responsabile di FeDiSA Roberto Magnani.
E infatti da lì si è partiti con il lavoro delle psicologhe che hanno ritenuto di fondamentale importanza approfondire i concetti di abuso e maltrattamento nei confronti della persona fragile, un problema ancora poco conosciuto e studiato negli ambienti sanitari e assistenziali e la cui entità non è del tutto nota sia per mancanza di denunce che per difficoltà degli operatori nel cogliere e interpretare segnali di allerta. L’abuso sulla persona fragile è definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come “un’azione singola, o ripetuta, o una mancanza di un’azione appropriata, che avviene all’interno di qualsiasi relazione in cui si sviluppa un’aspettativa di fiducia e che causa danno o dolore alla persona”. L’abuso può essere intenzionale o meno, e riguarda non soltanto l’abuso fisico, ma anche quello psicologico ed emotivo, sessuale, finanziario, farmaceutico e soprattutto può avvenire anche per sola negligenza.
Naturalmente crediamo molto nell’importanza di questo lavoro e crediamo nell’applicazione delle Linee Guida – afferma il Presidente di FeDiSA Don Gianfranco Manfredini – ma è importante sottolineare che il vero lavoro è impegnarsi per la promozione del benessere, per prevenire il verificarsi di episodi di maltrattamento, e questo si può fare se c’è attenzione costante nella cura e nei modi di relazionarsi tra operatori, ospiti e familiari. Creare un clima di fiducia reciproca basato su un impegno quotidiano è il vero obiettivo”.
Da adesso in poi inizierà quindi la fase di diffusione del documento e soprattutto la richiesta verso le associate di impegnarsi per formare i propri lavoratori, per approdare all’effettiva adozione delle Linee Guida.