Domenica 7 giugno 2026, la Nostra Casa della Fraternità San Michele Arcangelo ha celebrato il proprio sessantesimo anniversario inaugurando il nuovo “Giardino d’Inverno”, un ambiente pensato per migliorare la qualità della vita dei residenti e favorire l’incontro con familiari, volontari e comunità.
Alla giornata hanno partecipato il vescovo di Reggio Emilia-Guastalla, monsignor Giacomo Morandi, l’attuale parroco don Pietro Adani, il diacono e presidente Gianni Corradini e don Gianfranco Manfredini, per molti anni parroco di Pieve Modolena. Proprio a don Gianfranco si deve l’idea originaria di questo spazio, insieme all’amore e alla dedizione con cui ha accompagnato, e continua ad accompagnare, questa concreta esperienza di carità cristiana.
In preparazione al sessantesimo anniversario e all’inaugurazione, il nuovo Consiglio di amministrazione aveva promosso tre incontri, molto partecipati, dedicati al significato delle tre parole che compongono il nome e l’identità della realtà: “Nostra”, “Casa” e “Carità”. Tre parole capaci di raccontare una storia che appartiene non soltanto alla struttura, ma all’intera comunità.
Protagoniste della giornata sono state innanzitutto le famiglie dei residenti, che hanno potuto incontrare il personale della San Michele Arcangelo, i rappresentanti delle istituzioni e le tante persone legate alla vita della casa.
La celebrazione della Santa Messa si è svolta nel giardino della struttura. Il taglio del nastro è stato affidato a Marisa, residente nella casa fin dalla sua apertura, che ha inaugurato il nuovo spazio insieme al vescovo Morandi. Un gesto particolarmente significativo, capace di unire simbolicamente la storia della struttura al suo futuro.
Al termine della cerimonia, i partecipanti hanno potuto visitare gli ambienti della casa e condividere un momento conviviale. La struttura ha offerto un buffet e il pranzo destinato ai familiari e al personale.
Il “Giardino d’Inverno” amplia le possibilità di incontro all’interno della struttura. Familiari e amici potranno visitare i propri congiunti in ambienti più ampi, accoglienti e confortevoli. Allo stesso tempo, il nuovo spazio vuole essere aperto anche a chi non ha parenti residenti nella casa, ma sceglie di dedicare parte del proprio tempo agli altri attraverso il volontariato, sperimentando concretamente quel «centuplo quaggiù» che nasce dalle relazioni e dalla condivisione.
Dopo le limitazioni imposte dalla pandemia, sono inoltre ripresi i rapporti con le realtà educative del territorio. I bambini delle vicine scuole dell’infanzia e delle scuole primarie, insieme ai ragazzi del campo estivo e del catechismo, hanno ricominciato a programmare attività e momenti di socializzazione all’interno della struttura, coinvolgendo i residenti.
Il nuovo ambiente è stato progettato proprio per rafforzare questa apertura, restituendo alla casa il suo ruolo di luogo vivo, inserito nella comunità e capace di promuovere relazioni tra generazioni diverse.
Il percorso che ha portato alla realizzazione del “Giardino d’Inverno” ha avuto inizio nel 2017, a conclusione dell’importante intervento di ampliamento e ristrutturazione terminato nel 2014.
Nel 2020 tutto era pronto per dare avvio ai lavori, ma la pandemia sottopose la struttura a una prova durissima, arrivando a metterne a rischio la stessa sopravvivenza. Grazie all’impegno delle persone coinvolte, alla solidarietà della comunità e a quella che viene riconosciuta come un’autentica provvidenza, la San Michele Arcangelo riuscì a superare quel momento.
Nel febbraio 2025 si è insediato l’attuale Consiglio di amministrazione, che ha indicato tra i primi obiettivi la realizzazione concreta dell’opera. Il progetto è stato così ripreso e portato a compimento, nella consapevolezza che gli spazi incidono profondamente sulla qualità dell’assistenza e delle relazioni.
Dal punto di vista architettonico, il “Giardino d’Inverno” si presenta come un braccio di collegamento tra l’interno della struttura e il giardino. Le ampie vetrate consentono ai residenti di godere pienamente della luce e dello spazio verde durante tutto l’anno.
Sono stati inoltre realizzati nuovi percorsi esterni, progettati affinché anche le persone che utilizzano ausili per la mobilità possano attraversare e vivere il giardino nella sua interezza.
Il nuovo ambiente contribuirà a migliorare la qualità della vita dei residenti in una fase particolarmente delicata della loro esistenza e offrirà agli operatori ulteriori occasioni per rafforzare una cura attenta non soltanto agli aspetti assistenziali, ma anche alla relazione, all’ascolto e all’accompagnamento.
Nel corso della mattinata è stato presentato anche il libro “Incontri”, scritto da Roberto Occhi. Il volume raccoglie le testimonianze del personale e di alcuni residenti della struttura.
Sono racconti di vita, ricordi legati al lavoro e alla famiglia, storie di migrazioni, sacrifici, fede, dolore e speranza. Vicende apparentemente ordinarie che, proprio per questo, risultano profondamente autentiche e restituiscono la ricchezza di una generazione che ha ancora molto da insegnare.
Dalle pagine emergono valori quali la perseveranza, la sobrietà, la dignità e la cura reciproca, ma anche il tema della solitudine e il bisogno di continuare a costruire legami significativi.
Con il nuovo “Giardino d’Inverno”, la San Michele Arcangelo celebra dunque i suoi primi sessant’anni guardando al futuro: una casa sempre più aperta, accogliente e capace di mettere al centro la persona, le relazioni e la comunità.