Il 23 ottobre, a Reggio Emilia, si è tenuto l’ultimo evento pubblico dedicato alla celebrazione del venticinquesimo anniversario di Fedisa, intitolato “Il lavoro si cura: il valore delle professioni socioassistenziali e sanitarie per il futuro dei servizi per la non autosufficienza”, presso la Sala Convegni di Confcooperative. L’incontro ha rappresentato un’occasione di riflessione sul ruolo strategico delle professioni socioassistenziali e sanitarie, approfondendo le dimensioni cognitive ed emotive del lavoro quotidiano.
Dopo i saluti istituzionali di Anna Colombini, coordinatrice della Delegazione Provinciale di Reggio Emilia di Confcooperative Terre d’Emilia, Vanna Iori, membro del Comitato di Indirizzo dell’Istituto Giuseppe Toniolo, ha approfondito il tema “Dimensioni cognitive ed emotive nel lavoro di cura: verso nuovi orizzonti di senso”, sottolineando l’importanza di competenze, motivazioni e attenzione al benessere degli operatori. L’intervento di Iori è stato ricchissimo di sollecitazioni e riferimenti culturali tutti legati alla necessità di prendersi cura di sé per potersi prendere cura degli altri in un contesto sociale e demografico in forte cambiamento.
La tavola rotonda, moderata dal giornalista Lorenzo Benassi Roversi, ha visto confrontarsi tre diverse professionalità:
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Daniela Mecugni, presidente del Corso di Laurea in Infermieristica Unimore sede di Reggio Emilia, ha illustrato il percorso formativo (triennale e magistrale, esperienze all’estero) e le sfide legate all’aumento del fabbisogno di infermieri, soprattutto per la cura della terza età, evidenziando le difficoltà che scoraggiano i giovani a scegliere questo percorso. Ha inoltre sottolineato il valore della competenza infermieristica nella prevenzione delle patologie legate all’invecchiamento e il ruolo potenziale dell’infermiere di famiglia, con spunti dalle esperienze europee.
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Nadia Mazzocchi, Account Manager di CooperJob, ha evidenziato il mismatch nel mercato del lavoro per infermieri e figure sanitarie, il rapporto tra pubblico e privato nella domanda di lavoro e i costi legati al turnover. Ha presentato soluzioni e buone pratiche per fidelizzare le figure professionali, attraverso politiche retributive, welfare e organizzazione del lavoro.
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Simona Nicolini, consulente e ricercatrice in “Saperi all’opera” e membro del comitato FeDiSA Academy, ha introdotto la ricerca evidenziando competenze ed esperienze degli operatori socio-sanitari, le difficoltà di comunicazione tra colleghi e i rischi derivanti dalla mancanza di attenzione e consapevolezza di queste equipe di lavoro. Ha inoltre illustrato le risposte possibili di Fedisa e della sua Academy, sottolineando il ruolo della formazione nel costruire benessere al lavoro e rafforzare la collaborazione tra colleghi.
Il presidente di Fedisa, Giorgio Faietti, nel suo intervento ha ricordato che questi tre eventi non sono stati un’autocelebrazione, ma un percorso di riflessione e rilancio per l’associazione. Dal primo incontro dedicato alla spiritualità, al secondo sull’innovazione sociale, fino all’evento conclusivo sul lavoro di cura, Fedisa ha voluto “seminare cultura”, proponendo idee, valori, dati e azioni concrete.
Tra i risultati concreti dei festeggiamenti: il sussidio in preparazione al Giubileo degli ammalati, il protocollo d’intesa con Sefea SGR e Confcooperative per promuovere investimenti a impatto sociale, e il progetto con Unimore dedicato alla figura del terapista occupazionale nei servizi residenziali per anziani.
Faietti ha concluso ringraziando chi ha reso possibile il trittico di iniziative e i partecipanti: “Ci auguriamo di aver offerto alcune direttrici di marcia per ridare motivazione e senso al nostro esserci, mettendo al centro la spiritualità e la cura della persona. Grazie ancora a tutti voi e ai prossimi 25!”.
Con questo evento, Fedisa non solo celebra la propria storia, ma conferma l’impegno a valorizzare le professioni socioassistenziali e sanitarie e a costruire servizi sempre più attenti alle persone e agli operatori.